Jazz It

Title
John Taylor: Angel of the Presence

Author
GianMichele Taormina

La presenza angelica è quella della moglie di John Taylor, Diana (non Diane come erroneamente scritto nelle note), autrice della copertina di questo cd inciso un mese prima della sua tragica scomparsa. Il trio è tra i più agili e swinganti capitanati dal grande pianista di Manchester. Molto altro bisognerebbe aggiungere – ma lasciamo il piacere all’ascolto – per comprendere il viaggio artistico intrapreso negli ultimi cinque anni da Taylor, pianista capace di mettersi sempre in discussione, qui catapultato nell’organizzazione di un interplay vivace e a tratti travolgente. Il mantenimento della suspense e l’interazione coi partner si individua immediatamente nell’agile apertura di Up Too Late, dove ben si scorge la penna fulgida di Steve Swallow, il quale regala al trio anche Vaguely Asian, altro aeriforme acquarello da tempo portato in concerto dal pianista degli Azimuth. Diversamente, il Taylor che tutti conosciamo, s’incunea magnificamente nell’alveo sonoro di composizioni dai tratti sibillini come Fable e Dry Stone, o nell’esplosiva, celebre Afterthought e nella docile contabilità di un altro classico, stavolta wheeleriano, che è Intro To No Particular Song. Ingegnoso feeling, felicissime intuizioni, magnetica compenetrazione del trio completano un disco speciale e dalla spontanea, inedita bellezza.