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Fred Hersch pianoforte |
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Biografia Pianista e compositore di fama internazionale e con una carriera più che ventennale, Fred Hersch è uno dei maggiori artisti del panorama jazzistico attuale. Descritto come “un maestro dal tocco unico” dal New York Times, come “un pianista poeta” dal New Yorker e come “uno dei pochissimi artisti eccellenti della sua generazione” da Downbeat, Hersch ha pubblicato 20 album come solista o come leader, due dei quali hanno ricevuto la nomination al Grammy come Miglior Interpretazione Strumentale Jazz. Nel 2003 ha ricevuto inoltre il premio per la sua attività di compositore dal Guggenheim Memorial Fellowship. Ha inoltre co-diretto altri 20 album e partecipato a 80 ulteriori registrazioni. Una recente incisione, The Fred Hersch Trio + 2 (Palmetto, marzo 2004), lo vede collaborare con il trombettista Ralph Alessi ed il sassofonista Tony Malaby, oltre agli altri artisti membri del suo attuale trio: il bassista Drew Gress ed il batterista Nasheet Waits. Nel 1986 Hersch ha infatti fondato un trio per poter esprimere al meglio le sue composizioni e che inoltre si propone in particolar modo di dare nuova energia ai classici. Il trio ha già inciso 7 album ed è apparso in concerto nei principali club e festival di tutto il mondo. Tra questi album, Live at the Village Vanguard, fu pubblicato dall'etichetta Palmetto Records nel gennaio 2003. The New Yorker recentemente ha osservato che questo album "è decisamente una delle migliori registrazioni della carriera di questo superbo pianista". Lo stesso disco si è classificato nelle prime posizioni della hit parade della CMJ Jazz per ben sei settimane, oltre a ricevere il premio "Coup de Coeur" dall'Academie Charles Cros. L'esecuzione in piano solo non è certo un genere molto frequentato nella musica jazz, nonostante ciò, Fred Hersch è attualmente uno tra i più prolifici e apprezzati pianisti della sua generazione in questo ambito: può vantare infatti una discreta serie di incisioni soliste. Nel 2001 la Nonesuch Records pubblica una raccolta di 3 CD contenenti principalmente nuovi brani pianistici come solista, Songs Without Words. In questo cofanetto Hersch pone il suo personale tocco al servizio di tre diversi gruppi di composizioni: il primo disco raccoglie sei brani inediti, intitolati appunto Songs without Words, assieme a nuove esecuzioni di alcuni dei suoi brani più celebri; il secondo disco è una raccolta di classici dei più grandi compositori jazz: Mingus, Monk, Ellington, Gillespie e Shorter; mentre il terzo disco, ancora una volta monografico, racchiude nuove versioni di S ongs di Cole Porter, uno dei compositori preferiti e più frequentati da Fred Hersch. In una recensione della raccolta apparsa su Jazziz, Ed Hazell afferma «Pochi pianisti jazz sono riusciti a creare un equilibrio così straordinario tra la tecnica, le emozioni, l'interiorità e l'immaginazione… L'impegno di Hersch in ognuna di queste canzoni è così completo che riesce ad evocare quella sorta di significati segreti che le parole non possono esprimere». Il critico di Downbeat Ted Panken definisce la raccolta «il documento di un maestro moderno» — e l'Accademia Francese del Jazz ha scelto Songs Without Words quale miglior disco dell'anno nel 2001. Tra gli album precedenti per l'etichetta Nonesuch Let Yourself Go, è un eclettico concerto solistico registrato dal vivo alla prestigiosa Jordan Hall di Boston. Di questo CD il Los Angeles Times ha scritto: «non c'è una falsa nota - né sul piano tecnico né su quello emotivo; un omaggio alla capacità infallibile di Hersch di suonare una musica che sia tanto intelligente quanto toccante, virtuosistica e ritmica». Precedentemente il pianista americano aveva pubblicato altri cinque dischi di piano solo. Tra questi Thelonious: Fred Hersch Plays Monkfu definito «un trionfo personale di prim'ordine» da The Village Voice e «una pietra miliare» dal Washington Post, sentimenti poi condivisi da critici di tutto il mondo; un altro album, I Never Told You: Fred Hersch Plays Johnny Mandel, valse a Hersch la sua seconda nomination ai Grammy. Altri importanti progetti discografici a suo nome includono Evanessence: A Tribute to Bill Evansassieme al Fred Hersch Trio con la partecipazione quali ospiti di Gary Burton e Toots Thielemans. E tra gli album a cui ha collaborato sono degni di nota Focus, il secondo CD del trio "Thirteen Ways" (con il clarinettista/alto sassofonista Michael Moore ed il batterista Gerry Hemingway) e Four In Perspective (con il leggendario trombettista Kenny Wheeler, la cantante Norma Winstone ed il percussionista Paul Clarvis), ed il CD Songs We Know in duo con il chitarrista Bill Frisell. La sua carriera di pianista si completa e interagisce con un'attività compositiva ben presente sia durante i concerti, sia nei suoi album. Di recente Hersch ha finito di comporre Leaves of Grass, un lavoro di ampie proporzioni per due voci (Kurt Elling e Norma Winstone) e un ensemble di otto strumenti ispirato alle poesie di Walt Whitman. Il pezzo è stato eseguito in diverse città americane tra cui Washington D.C. nel 2003; va segnalato inoltre, durante un tour nel marzo 2005 in America, un concerto tutto esaurito alla new Zankel Hall della Carnegie Hall di New York. Inoltre, 24 Variations on a Bach Chorale una tra le sue migliori composizioni in piano solo, è stata recentemente pubblicata dalle ben note edizioni Peters. Fred Hersch ha ricevuto commissioni per sue opere dal Gilmore Keyboard Festival, dal Miller Theatre della Columbia University, dal Gramercy Trio e dall'Opus 21 Ensemble. Nel 1999 una nuova partitura di Hersch per il balletto Out Someplace, commissionata dal Millennium Project della Doris Duke Foundation per la compagnia di ballo Bill T. Jones/Arnie Zane, fu eseguita per la prima volta al Kennedy Center di Washington, DC. Gli sforzi compositivi e le collaborazioni di Fred Hersch inoltre dimostrano la volontà dell'artista di superare i confini tradizionali ancora esistenti tra la musica classica e jazz. Ha infatti partecipato ad un tour con il pianista Christopher O'Riley nella stagione 2003-2004 dal titolo Heard Fresh: Music for Two Pianos. Nel passato ha collaborato con il pianista Jeffrey Kahane, ha eseguito concerti in duo con la violinista Nadja Salerno-Sonnenberg, oltre ad esibirsi con soprani come Renée Fleming e Dawn Upshaw. Ha inoltre suonato in qualità di solista con grandi orchestre in America ed in Europa, tra cui: Pittsburgh Symphony, Utah Symphony, Vermont Symphony, Santa Rosa Symphony, Toronto Sinfonietta, BBC Radio Orchestra (Londra), Mendelssohn Chamber Orchestra (Ungheria), Sinfonietta Caracas (Venezuela) ed EOS Orchestra e Concordia Orchestra a New York. Nonostante la fervente attività musicale, talvolta Hersch sente una forza che lo spinge a lavorare di più: negli ultimi anni egli è diventato un appassionato e attivo sostenitore della ricerca contro l'AIDS, una causa a cui è particolarmente sensibile vista la sua stessa lotta contro l'HIV che dura ormai da 17 anni. E forse anche per tale ragione, Fred sente che la sua malattia ha un legame a doppio filo con la sua crescita artistica e pertanto non dà nulla per scontato, né lascia nulla al caso. Ha prodotto ed eseguito quattro album per scopi benefici a favore dell'associazione Classical Action: Performing Arts Against AIDS e Broadway Cares/Equity Fights AIDS. Il più recente, Two Hands/Ten Voices (Broadway Cares 2003) lo vede duettare con dieci tra i più popolari artisti jazz, cabarettisti e vocalist di Broadway tra cui Ann Hampton Callaway, Jane Monheit, e Janis Siegel del Manhattan Transfer con cui vanta una lunga serie di collaborazioni. Nell'autunno del 2001 è uscito The Richard Rodgers Centennial Jazz Piano Album, un progetto prodotto da Hersch che contiene dei brani classici di Rodgers suonati da Kenny Barron, Marian McPartland e George Shearing. Dodici tra i più grandi jazzisti del mondo tra cui Diana Krall, Joe Lovano e Tommy Flanagan hanno duettato con Hersch nel progetto Fred Hersch & Friends: The Duo Albummentre l'album Last Night When We Were Young: The Ballad Album ha raccolto più di 150.000 dollari per servizi utili alla sensibilizzazione per la campagna contro l'AIDS. Nativo di Cincinnati, Ohio, Hersch inizia a suonare il pianoforte all'età di quattro anni. A dispetto del suo insegnante, la carriera jazzistica di Hersch può aver tratto le sue prime mosse proprio dalla propensione del giovane Fred all'improvvisazione fatta principalmente sui pezzi dei grandi maestri della musica classica. Inoltre, I dischi originali di Broadway e la collezione di partiture musicali della nonna, hanno contribuito ed ampliato il suo primo interesse verso la canzone popolare. Il suo percorso musicale lo porta quindi al New England Conservatory di Boston dove si laurea con lode nel 1977. Da lì si sposta verso sud, a New York, dove diventa velocemente uno dei pianisti più richiesti in città. Qui ha avuto modo di collaborare come sideman con eccezionali artisti jazz quali Joe Henderson, Stan Getz e Jane Ira Bloom, Art Farmer, Toots Thielemans, Gary Burton, Sam Jones e Charlie Haden. Hersch riuscì inoltre a rinnovare le sue collaborazioni con questi artisti divenendo leader di alcune formazioni in cui li chiamò a suonare o coinvolgendoli nei suo diversi progetti lavorativi. Fred Hersch è oggi particolarmente apprezzato per la sua abilità nel reinventare il repertorio jazzistico degli standard, riscoprendo i grandi classici ed interpretandoli con nuove idee, conoscenza approfondita e doti tecniche straordinarie. Ed è proprio con questo spirito che Hersch si è impegnato nella serie di CD monografici ricordati pocanzi. Secondo il Los Angeles Times, la sua educazione classica, è "visibile nella fluidità della sua articolazione e nella varietà timbrica che apporta al suo tocco". Come insegnante, Hersch è stato professore nonché Membro d'onore della facoltà di studi jazz del New England Conservatory of Music di Boston per dieci anni, ed ha inoltre insegnato alla New School di New Yorke alla Manhattan School of Music, Hersch è oggi professore associato alla Western Michigan University. Oltre al già menzionato album Leaves of Grass (Palmetto Records, febbraio 2005), sempre di recente uscita è il disco Haunted Heartcon la soprano Renée Fleming ed il chitarrista Bill Frisell edito dalla Decca Records (maggio 2005)settembre 2005 |